ovvero: come sono finita qui
Idee, parole, business: è questo il mondo in cui mi muovo con brio da una quindicina d'anni, tra formazione, consulenza e operatività.
Ho una laurea in Scienze Linguistiche che uso tantissimo, ma non quanto e non come pensavo a ventitré anni, quando mi sfiorava ancora l'idea di un dottorato. Poi tutto è diventato interdisciplinare e io mi ci sono buttata: web design, copywriting, strategia. A un certo punto ho smesso di vedere confini tra i linguaggi, che fossero parole, codice o griglie.
Anche se, a dire il vero, scrivevo già molto prima di chiamarlo lavoro. A dodici anni ho partecipato a un concorso per un giornalino nazionale. Partecipato per modo di dire: non volevo mandare niente perché avevo sforato di venti parole e mi sembrava imperdonabile. L'hanno spedito i miei, di nascosto. Sono arrivata sul podio, credo seconda.
Da lì un avanti e indietro che non si è mai fermato: codice, grafica, letteratura. Dal primo sito in Dreamweaver ai prompt su Claude, passando per anni di SEO, UX writing, testi che dovevano suonare come persone.
I libri che leggo, le serie che guardo, la musica che ascolto: non sono hobby separati dal lavoro. Sono il modo in cui imparo a raccontare storie, a costruire personaggi, a trovare il tono giusto.
Sono freelancer, sì, ma mi piace lavorare in team: se vuoi portarmi dentro il tuo o crearne proprio uno da zero, parliamone.
Prenota una call →
We shall not cease from exploration
And the end of all our exploring
Will be to arrive where we started
And know the place for the first time.